
Scopo del consorzio
Interpretiamo le nuove regole e sviluppiamo strategie per il futuro
La costituzione del Consorzio prende spunto da una previsione normativa che sta coinvolgendo, in modo sempre più puntuale, tutti i produttori di beni di consumo, e quindi anche il comparto dell’arredo: i produttori devono organizzarsi in sistemi collettivi, secondo le regole di un regime EPR.
Il progetto ha avuto fin dall’inizio l’intento di trasformare questo vincolo in una opportunità strategica che corrisponde agli obiettivi di trasformazione e sviluppo di questo settore: diventare interpreti e protagonisti delle nuove regole è oggi una straordinaria occasione di rinnovamento.
Il Consorzio, quindi si impegnerà ad assumere la responsabilità finanziaria e organizzativa della fase del ciclo di vita in cui i prodotti degli associati diventano rifiuti e di impiegare questo modello di gestione come strumento per promuovere attività di prevenzione e riutilizzo nonché processi di integrazione industriale, migliorando la sostenibilità dei prodotti e della filiera industriale nel suo complesso.
La normativa
Un principio generale: chi inquina paga.
Le norme ambientali, europee e nazionali hanno fissato un principio generale: Chi inquina paga. Ogni Produttore deve pagare gli impatti ambientali di cui è responsabile, prendendosi carico in particolare della gestione (recupero, riciclo e ogni altra forma di valorizzazione possibile) di una quantità di rifiuti che corrisponde ai beni che il Produttore stesso immette al consumo.
Cioè: ogni Produttore di un bene deve prendersi carico dei costi ambientali generati dai propri prodotti quando arrivano a fine vita e si trasformano in rifiuti.
Il modello proposto dalla normativa
Dopo varie esperienze, praticate in Europa e in Italia negli ultimi trent’anni, e dopo l’emanazione del pacchetto di Direttive sull’Economia circolare, nel 2020 le nuove regole sono state recepite anche nel nostro ordinamento nazionale.
Nasce quindi un dispositivo di legge che prevede la Responsabilità Estesa del Produttore (Extended Producer Responsibility, EPR).
Questo regime EPR è un dispositivo efficace che, per la prima volta, prevede con chiarezza sia i modi per attuare le responsabilità di ciascun Produttore che i meccanismi economici per regolare il sistema.
Esso si fonda su due importanti facilitazioni operative:
- I Produttori non agiscono ognuno per sé, ma possono associarsi tra loro e creare un Sistema collettivo;
- Il Sistema collettivo (che in Italia assume la forma giuridica di Consorzio non profit) utilizza le risorse economiche che derivano da un “Contributo ambientale”, e con queste gestisce tutti gli obblighi dei propri associati.
Meccanismo di funzionamento
Il ciclo di vita dei prodotti
Dalla raccolta al riutilizzo: un ciclo virtuoso
Con una visione orientata al ciclo di vita del prodotto si ottimizza anche l’uso delle risorse, si riducono i rifiuti e si facilita il riciclo, contribuendo a una gestione più efficiente e sostenibile dei materiali.
Oltre il prodotto: un sistema che valorizza ogni fase
Il Consorzio promuove una rete nazionale che coinvolge l’intera filiera dell’arredo, inclusi produttori di materie prime e semilavorati. Lo statuto consente l’adesione di tutti gli attori della supply chain, attivando convenzioni che ottimizzano i costi in base ai volumi.
Parallelamente, la rete facilita anche la gestione degli altri rifiuti aziendali, favorendo la corretta classificazione e valorizzazione di scarti e sottoprodotti, con vantaggi in termini di efficienza e conformità normativa.
I produttori
Chi sono i produttori assoggettati al contributo
Il regime EPR indica con chiarezza quali sono i Produttori assoggettati alla responsabilità estesa. Si tratta di coloro che per primi immettono nel mercato nazionale il prodotto finito e confezionato.
In effetti, chi definisce il prodotto finito è colui che decide anche quali sono i materiali componenti (facili o difficili da riciclare), come sono assemblati (separabili o misti), e quindi determina le caratteristiche del rifiuto che ne deriva e il suo costo di gestione. Nel caso dei “Mobili e altri prodotti di arredo”, i produttori sono:
Produttori e importatori
Coloro che immettono il prodotto finito nel mercato nazionale.
Brandholder
Coloro che fanno fabbricare il prodotto da terzi ma lo immettono nel mercato nazionale con il proprio marchio.
Contributo ambientale
Come è composto il Contributo ambientale
Il Contributo ambientale è la forma di finanziamento delle attività prevista dallo statuto nell’oggetto consortile. Viene versato dai Produttori, con gli Importatori e i Brandholder, sulla base di una loro dichiarazione delle quantità immesse al consumo nel mercato nazionale. Per ciascuna tipologia di prodotto viene fissato un importo in base al peso, alla composizione dei materiali e alla loro separabilità a fine vita. A questo si aggiungono fattori di “bonus” o “malus” in relazione alla natura dei materiali costituenti, alla loro riciclabilità e alle possibilità di riuso del prodotto.
L’entità dei diversi contributi viene stabilita dal Consorzio – in accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – in rapporto ai costi complessivi del sistema (raccolta, recupero, riciclo, attività di prevenzione e comunicazione, supporto agli impianti di valorizzazione dei rifiuti ecc). L’insieme di questi costi dipende dalla strategia adottata, e per questo è importante che il Sistema collettivo abbia una portata nazionale e raccolga una quota significativa di Produttori.
Il Contributo viene ricalibrato anno per anno e tende a diminuire a mano a mano che il Consorzio consolida le proprie economie nella valorizzazione dei materiali raccolti.
A oggi, il regime EPR per mobili e altri prodotti d’arredo non è ancora istituito e gli obblighi di contributo ambientale per gli associati inizieranno solo dopo l’emanazione di un apposito decreto da parte del MASE.
Categorie merceologiche
Mobili
Zona notte, zona giorno, imbottiti, cucine, ambiente bagno

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